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    Covid, la quarantena di Federica Pellegrini: “Va molto meglio, inizia il conto alla rovescia per il tampone”

    VERONA – Federica Pellegrini prosegue la battaglia contro il Covid e con una sorta di diario tiene aggiornati i suoi fan attraverso i social. Dopo le lacrime con le quali aveva reagito alla notizia della positività, la campionessa veneta sembra aver ritrovato il giusto spirito e spera di chiudere prima possibile questa spiacevole parentesi. “Terzo giorno di quarantena, notte così così, con 37.7 di febbre, mi sembrava che mi stessero trapanando la testa. Mi sono svegliata che ero tutta sudata, ho preso la tachipirina e dopo essermi cambiata mi sono rimessa a letto. Adesso va molto meglio, sia di testa che di gola che di tosse. Mi sono appena misurata la temperatura, è scesa a 36.2. Molto bene”. Questa la storia pubblicata dalla Divina su Instagram, direttamente dal proprio letto assieme ai suoi due cani. “Anche a livello di dolori mi sembra che vada molto molto meglio – spiega ancora la fuoriclasse del nuoto azzurro – Dai, ho meno problemi: una settimana di attesa e dovrò rifare il tampone. Inizia il conto alla rovescia”.Altri Sport LEGGI TUTTO

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    Nuoto, Benedetta Pilato fa il nuovo record italiano nei 50 rana in vasca corta

    BUDAPEST – Nuovo record italiano nei 50 rana. A realizzarlo è stata la vice campionessa mondiale, campionessa europea e mondiale juniores e già primatista italiana della specialità in vasca lunga e corta, Benedetta Pilato. L’impresa della quindicenne di Taranto è avvenuta alla Duna Arena di Budapest nel primo round dell’International Swimming League.Record su recordL’azzurra porta il record italiano assoluto dei 50 rana in vasca da 25 metri sul 28″97. Il primato precedente era sempre suo, con 29″32, fissato a Glasgow il 4 dicembre 2019 in occasione della medaglia d’oro vinta agli europei. Nella gara di Budapest l’italiana, prima donna del nostro paese a infrangere il muro dei 29 secondi, si è classificata seconda dietro alla statunitense Lilly King, campionessa olimpica dei 100 e due volte mondiale dei 50, nonché primatista mondiale in 29″40. La 15enne allenata da Vito D’Onghia, tesserata con il CC Aniene, al Sette Colli post lockdown, il 12 agosto scorso, aveva già migliorato il proprio record nazionale dei 50 rana in vasca lunga col tempo di 29″85. Con questo tempo Pilato migliora anche il record del mondo juniores. LEGGI TUTTO

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    Canottaggio, 89 azzurri in isolamento dopo gli Europei

    ROMA – Ottantanove persone in quarantena, tra atleti, staff tecnico, dirigenti e media al seguito. Questo il bilancio della spedizione del canottaggio azzurro al ritorno dalla Polonia, dove si nsono svolti gli Europei di Poznan. Pure con successo, riportando a casa undici medaglie con le 21 barche schierate alla partenza, di cui 17 arrivate in finale. Finita la trasferta i componenti della spedizione si sono divisi tra le varie città di residenza, sottoponendosi ai tamponi necessari dopo il rientro da alcuni Paesi “monitorati”. Due atleti che presentavano sintomi, ma di cui non è stata rivelata l’identità, sono risultati positivi al tampone, avviando l’inevitabile isolamento fiduciario per tutti i partecipanti al viaggio in Polonia.La bolla di SabaudiaLa nazionale aveva preparato questi Europei, particolrmente importanti nell’anno in cui sono saltate le Olimpiadi, creando una “bolla” nel centro di Sabaudia, per limitare al massimo i rischi legati alla convivenza di un gruppo imponente. Per gli Europei di Poznan sono partiti 39 atleti senior (uomini e donne), 14 della categoria pesi leggeri, 9 del pararowing. E ancora: 21 componenti dello staff tecnico, 4 rappresentanti dei media (ufficio stampa, fotografi), due dirigenti tra i quali il presidente Giuseppe Abbagnale. In totale, 89 membri del team Italy. Dalla Polonia arrivavano notizie confortanti sull’organizzazione dell’evento: campionati a porte chiuse, badge per permettere l’ingresso solo alla ristretta cerchia degli accreditati.I quattro ori e la brutta sorpresaSe l’Italia si è presentata come la nazione con più barche al via (21), una dimostrazione di forza è arrivata anche dal medagliere nel quale gli azzurri si sono piazzati secondi dietro l’Olanda con 11 medaglie: 4 ori, 5 argenti e 2 bronzi. Tra le specialità inserite nel programma olimpico di Tokyo, sono state conquistate 6 medaglie tra le quali un oro nel doppio pesi leggeri maschile Oppo-Ruta. All’insegna della sicurezza il comportamento da tenere fuori gara, con atleti e tecnici dotati di mascherine Ffp2. Qualche dubbio però è venuto al momento di salire sulle navette dell’organizzazione, spesso pieni di partecipanti di tutte le nazioni, talvolta senza mascherina.Il ritorno in ItaliaConclusi gli Europei l’11 ottobre, gli 89 di Poznan si sono divisi tra le varie città dove si sarebbero svolti i tamponi per tutta la delegazione. Nel frattempo però sono arrivate le prime notizie di positività in alcune nazionali che avevano gareggiato agli Europei. Anche l’Italia si è presto aggiunta a questa lista, con i due atleti positivi che nonostante febbre e perdita di sapore stanno complessivamente bene. Ma la conseguenza naturale dei test è stato l’isolamento fiduciario per tutti quelli che erano entrati in contatto con i positivi. Ironia della sorte, nessuno potrà partecipare ai campionati italiani in programma da oggi a Varese.Positivo anche Mencarelli, tecnico di nuoto e pentathlon modernoNel bollettino quotidiano degli sportivi contagiati è finito nel frattempo anche Alessandro Mencarelli, allenatore, tra gli altri, di Luca Dotto quando l’azzurro conquistò l’argento mondiale nei 50 sl a Shanghai e oggi tecnico della nazionale di pentathlon moderno. Il coach è positivo asintomatico, come la moglie. I tre atleti che allena (Vendrame, D’Angelo e Ferraioli) sono in isolamento in attesa di fare il tampone. Mencarelli venerdì si era messo in isolamento in attesa del tampone che ha poi rilevato la positività. LEGGI TUTTO

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    Nuoto, tradisce la moglie: giapponese Seto sospeso dalla Federazione

    TOKYO – Il campione giapponese di nuoto Daiya Seto è stato squalificato fino a fine anno dalla propria Federazione. Motivo? Aver tradito la moglie. Ebbene sì, la Federnuoto nipponico non ha preso bene la notizia della relazione extra-coniugale del quattro volte campione del mondo nei 200 e 400 misti, dopo che un settimanale locale di gossip aveva pubblicato le sue foto in un ‘love hotel’, con una donna che non era sua moglie.”Ho avuto comportamento irresponsabile”La federazione nipponica di nuoto ha così considerato quella di Seto una condotta antisportiva, in seguito all’ammissione dallo stesso atleta. Seto, 26 anni, non potrà gareggiare né allenarsi con il resto della nazionale (ma da solo, ovviamente, sì) fino alla fine dell’anno. In più è stato sospeso dal ruolo di capitano della nazionale nipponica di nuoto. Nel suo palmares Seto conta quattro titoli mondiali, è campione in carica dei 200 e 400 misti, e in quest’ultima distanza è stato medaglia di bronzo a Rio 2016. “Come posso scusarmi? Penso che le mie scuse siano continuare a nuotare e ricostruire la fiducia della mia famiglia, che è stata profondamente ferita dal mio comportamento irresponsabile – le parole del nuotatore – Voglio continuare ad affrontare con serietà il mio sport, perché tutti ancora mi identifichino come un campione del nuoto”. LEGGI TUTTO

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    Nuoto, doping: positivo l'azzurro Di Giorgio

    ROMA – Alex Di Giorgio è risultato positivo a un controllo antidoping effettuato a sorpresa da Nado Italia, lo scorso 13 settembre a Livigno durante un collegiale nazionale. Il nuotatore azzurro è stato sospeso in via cautelare dalla Prima Sezione del Tna, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, e adesso rischia quattro anni di squalifica.Positivo alla OstarinaIl test a sorpresa ha rivelato la presenza di Enobosarm (Ostarina), sostanza che aiuta a guadagnare muscolatura e favorisce la prestazione in allenamento, producendo effetti simili agli steroidi senza gli stessi effetti collaterali. Alex Di Giorgio è un classe 1990, specialista nei 200 e 400 metri stile libero, e ha disputato le Olimpiadi di Londra 2012 e quelle di Rio de Janeiro nel 2016, decimo e nono nella staffetta 4×200 stile libero. Nel suo palmares internazionale vanta un argento europeo, uno alle Universiadi e tre ori ai Giochi del Mediterraneo. LEGGI TUTTO

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    Nuoto, Federica Pellegrini e Matteo Giunta mano nella mano: tra i due è amore

    ROMA – Il rapporto fra Federica Pellegrini e Matteo Giunta non è solo professionale, ma ben più profondo. La stella del nuoto azzurro e il suo allenatore sono infatti stati immortalati mano nella mano, durante una serata romantica, nella Capitale. Felici e innamorati, tanto da non curarsi della eventuale presenza di “paparazzi” nel lasciarsi sorprendere in teneri atteggiamenti.Giunta allenatore di Federica e cugino di MagniniLo scoop è del settimanale ‘Chi’, in edicola da oggi, che con questo servizio in pratica ufficializza il legame. Da tempo si rincorreva la voce di una loro liaison non solo in ambito professionale, anche perché i due avevano partecipato a diversi eventi pubblici insieme, ma la Divina aveva sempre glissato sull’argomento. E’ vero che l’anno scorso aveva parlato del desiderio di mettere su famiglia appena dopo le Olimpiadi di Tokyo 2020 (poi rinviate all’anno prossimo a causa del Coronavirus), facendo intendere che qualcuno nella sua vita c’era, ma niente nomi o conferme, ma nemmeno smentite. Ora queste immagini in esclusiva tolgono i residui dubbi sulla relazione con il tecnico pesarese, fra l’altro cugino di Filippo Magnini, ex fidanzato della Pellegrini e oggi neo papà di Mia, la bambina avuta da Giorgia Palmas.Altri Sport LEGGI TUTTO

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    Riforma sport, Spadafora: “Basta con i baroni, Barelli scelga se fare il presidente della Fin o il deputato”

    ROMA – Il documento di critica alla Legge dello sport con una lettera che ha come primo firmatario il presidente della Fin, Paolo Barelli, è “un atto di sfiducia di fatto al presidente Malagò”: lo spiega in una nota il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, che parla di certa dirigenza sportiva come “ultima casta dei baroni”. “Se vuole essere conseguente con quanto dice, il presidente deputato Barelli, ben prima che entri in vigore la riforma, scelga una delle due cariche: presidente della FIN o deputato di Forza Italia. Solo così potrà difendere davvero l’autonomia dello sport dalla politica”.”Il Testo Unico di Riforma dello Sport sta finalmente facendo emergere tutte le contraddizioni di quella che è davvero l’ultima casta di baroni, che si sente intoccabile e che sta cercando di resistere con le unghie e con i denti ad ogni tentativo di riforma”. Si apre così la nota del ministro, che continua: “Voglio rassicurare tutti gli sportivi, i lavoratori, i tifosi e gli appassionati che nulla hanno a che fare con questa casta e che in migliaia mi scrivono per invitarmi a proseguire l’azione di cambiamento, che la riforma è principalmente per loro: valorizzazione dello sport di base, sostegno alle ASD e SSD, centralità del ruolo degli Enti di Promozione Sportiva, tutela dei lavoratori sportivi, professionismo femminile, sono solo alcuni dei punti qualificanti che evidentemente poco interessano ad alcuni vertici dello Sport”. “Si parla tanto di autonomia dello sport dalla politica: sono talmente d’accordo che abbiamo voluto inserire l’incompatibilità tra i vertici del mondo sportivo e le cariche politiche, oltre al numero massimo di mandati per i presidenti di Federazione e del Coni – prosegue Spadafora -. Sarà forse per questo che oggi il presidente della Federazione Italiana Nuoto, in carica dal lontanissimo 2000 e che si è appena fatto rieleggere – da candidato unico – per prevenire gli effetti della riforma, si è fatto capofila di un documento di critica che a me non è arrivato, ma che è stato distribuito agli organi di stampa. Sottolineo che questo contraddice quanto deciso da loro alcune settimane fa, ovvero il voto unanime dei presidenti di Federazione che conferiva al presidente del Coni il mandato di unico interlocutore del Governo sul tema, ed è un atto di sfiducia di fatto al presidente Malagò, ma questo non riguarda certo il Governo”.”Se vuole essere conseguente con quanto dice, il Presidente deputato Barelli, ben prima che entri in vigore la riforma – afferma Spadafora – scelga una delle due cariche: presidente della FIN o deputato di Forza Italia. Solo così potrà difendere davvero l’autonomia dello sport dalla politica. Oggi Barelli Presidente FIN gestisce la sua Federazione e i suoi eventi grazie ai soldi erogati dal Governo che deve, attraverso le sue strutture, vigilare sul buon utilizzo; dall’altro lato Barelli deputato può convocare e audire in Commissione o in Aula, alla Camera o al Senato, il Ministro e le altre strutture preposte alla vigilanza sulla sua Federazione incidendo e contrastando l’attività del Governo. Non è un enorme, evidente conflitto di interessi?”. “Da quel che mi dicono, poi-continua il ministro-, il documento si scaglia anche contro le tutele e le garanzie per i lavoratori, che dovrebbero, a loro dire, continuare ad essere lavoratori senza alcuna tutela – sottolinea il ministro -. Questo è il momento in cui ogni forza politica di maggioranza, a partire dalla mia forza politica, che della lotta alle caste, alle lobby e ai conflitti di interesse ha fatto un marchio distintivo, dovrà dimostrare di volere il bene del mondo dello sport”.Il prossimo giovedì Giunta e Consiglio Nazionale del Coni: si sta lavorando ad un documento comune, ma in realtà non c’è sfiducia nei confronti del n.1 del Coni, anche se i suoi rapporti (pessimi) con Barelli non si scoprono oggi. Malagò ha ribadito di stare coi presidenti. E quasi tutti la pensano come lui sulla riforma. Questo il problema, una riforma respinta al mittente. I presidenti sono contro Spadafora, difficilmente porterà a termine il suo progetto. Non ha nemmeno un grosso consenso politico, e lo sa. ”La presa di posizione delle Federazioni sportive nazionali, che segue quella degli Enti di promozione sportiva di qualche giorno fa, come forze politiche di maggioranza non ci può e non ci deve lasciare indifferenti. Stiamo parlando della rappresentanza di migliaia di società sportive e centinaia di migliaia di atleti affiliati”. È quanto affermano Patrizia Prestipino e Andrea Rossi, della commissione Sport della Camera, e il deputato dem ed ex ministro dello Sport, Luca Lotti. “Si tratta, dunque, di una infrastruttura sociale straordinaria del nostro Paese, che si adopera quotidianamente per la crescita educativa, sportiva e sociale delle nostre comunità -prosegue la nota-. Per queste ragioni, trovandoci ancora oggi in una fase del percorso di scrittura del testo unico per lo sport non definitiva, siamo certi che ci siano le condizioni per un confronto e una discussione utile a raccogliere le istanze che arrivano da tutto il mondo dello sport”.  LEGGI TUTTO