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    Cagliari-Sassuolo 1-1, Joao Pedro replica a Caputo, i sardi la riprendono in dieci

    CAGLIARI – Quel gran genio di Nils Liedholm aveva proprio ragione: “In dieci si gioca meglio” diceva con le “aspirate” da svedese con cittadinanza onoraria italiana. E aveva anche spiegato il perché: perché la squadra in superiorità numerica tende a rilassarsi, mentre quella con l’uomo in meno raddoppia la sua attenzione.In una frase c’è tutto l’incredibile copione della partita tra Cagliari e Sassuolo.Sassuolo System, Cagliari intimiditoFin dal fischio di avvio, sulla sardinia Arena cala il “Sassuolo system”: ha ragione De Zerbi, non importa chi gioca, la qualità l’hanno tutti. La domanda della vigilia – sulla sponda sarda – è diversa: quanto vale questo Cagliari senza i suoi ufficiali. Sì perché, se è vero che Nainngolan ha chiuso qui il campionato per infortunio, manca anche la personalità e l’esperienza di Cigarini. E’ una squadra decapitata, quella rossoblù. Attenuante generica sul match che, dall’altra parte, lamenta assenze importanti come Berardi, come Magnanelli. Ma il “Sassuolo system” è una certezza.Caputo dice diciottoSui lati Rogerio e Muldur sono esternbi con piedi da centrocampisti, in mezzo il play è Locatelli, cresciuto enormemente. Davanti a lui Djurirc conferisce qualità e estro alla manovra. Il Cagliari è costretto per tutto il primo tempo a rimanere stretto a difesa del Castello. Che – dopo 45′ a senso unico – regge, tutto sommato, se il disavanzo è solo il gol di Caputo, su angolo, con spizzicata sul primo palo e il furbissimo furetto. Il suo gol numero diciotto va spiegato, perché Caputo ha la qualità pure di piazzarla sul palo opposto, leggendo il comportamento di Cragno e dei difensori che si affannano a chiudere il palo più vicino. Delizioso.  Alla pausa di metà primo tempo, è facile capire cosa dica Zenga ai suoi. Non la prendiamo mai, proviamo a farci… sentire di più. Detto e fatto, il Cagliari alza la sua aggressività, ma Pegolo deve solo effettuare due lancetti e un’uscita di testa, quasi fosse un centromediano d’altri tempi. Il Sassuolo ha il solo limite di non scavare un fosso più ampio, o forse è il Cagliari ha il merito di stringere i denti sperando che passi la nottata.   Ahi, Carboni, peccato di gioventùMa il cielo sopra i quattro mori sembra diventare ancora più cupo in avvio di ripresa, quando il giovin Carboni cade nel difetto delle sue prime apparizioni in serie A. Bravino ma troppo esuberante, fa collezione di cartellini. Ne aggiunge due gialli nel suo album di figurine e il destino rossoblù sembra segnato. Però Zenga ha ovviato. Ha messo a disposizione dei suoi la gara di Simeone, al cui cospetto l’atteggiamento di Pereiro sembra quello di un tacchino freddo. Più aggressività aggiunta, quando esce il bambinetto difensivo, Nandez e Rog diventano due leoni.Diciotto anche per Joao PedroIl Sassuolo continua a gestire, fa passare il tempo, a ritmo di slow, commette un errore grossolano. Perché una sola fiammata, un solo attacco frontale, volata di Rog e tocco per Joao Pedro, vale il pareggio. Diciotto gol stagionali anche per il brasiliano! Una doccia scozzese. De Zerbi è furioso, tornerebbe sulla Penisola a nuoto. Prova a scuotere i suoi con la linea verde, Raspadori, Ghion, Marzari. Ma Cragno fa la stessa partita di Pegolo, non si sporca mai i guanti. Solo una scintilla nel dominio tattico (andamento lento) degli emiliani: un passaggio di Raspadori a Ghion chiuso con un tiro dalla semilunetta che viene deflettano. Finisce uno a uno.  Che genio, il Barone Nils!Cagliari (3-5-2): Cragno; Pisacane, Ceppitelli, Carboni;, Faragò, Nandez, Birsa (1′ st Ladinetti), Rog (44′ st Klavan) Mattiello; Joao Pedro, Pereiro (1′ st Simeone). (1 Rafael, 34 Ciocci; 40, Walukiewicz, 22 Lykogiannis, 38 Porru, 32 Delpupo, 27 Lombardi, 26 Ragatzu, 9 Paloschi). All.: Zenga.Sassuolo (4-3-3): Pegolo, Muldur (26′ st Magnani), Ferrari, Marlon, Rogerio (45′ st Kyriakopoulos), Djuricic (45′ st Manzari), Locatelli, Traorè (26′ st Raspadori), Haraslin (26′ st Ghion), Boga; Caputo. (47 Consigli, 64 Russo, 13 Peluso, 21 Chiriches,, 35 Piccinini, 57 Mercati). All.: De Zerbi.Arbitro: Ayroldi di Molfetta.Reti: 12′ pt Caputo, 18′ st Joao Pedro. NOTE: Angoli: 9- 1 per il Sassuolo. Ammoniti: Carboni, Faragò, Marlon, Rog, Ferrari per scorrettezze. Espulso al 4′ st Carboni per doppia ammonizione. Recupero: 2′ e 4′. LEGGI TUTTO

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    Pallanuoto, positivo al Covid-19 il nazionale Aicardi

    Caso di coronavirus nella nazionale maschile di pallanuoto. Matteo Aicardi, centroboa del Settebello e della Pro Recco, è ricoverato all’ospedale di Albenga per Covid-19. Il giocatore, come confermato dal suo club, “ha la febbre ma sta bene”.Aicardi, 34 anni, aveva lasciato il raduno il 7 luglio per accertamenti alla spalla eseguiti a Milano (8-9) e poi è rientrato a casa. Gli esami alla spalla si sono resi necessari per il riacutizzarsi di un vecchio fastidio che gli aveva fatto saltare gli allenamenti ai primi del mese. Il 13 luglio ha avvertito mal di gola e febbre a casa: il 14 aumentano entrambi e avvisa la federazione nuoto. Il 15 esegue il tampone che risulta positivo e viene ricoverato per precauzione. Le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione, mentre la febbre è scesa e ha un leggero mal di gola in diminuzione. Nel frattempo sono stati eseguiti i tamponi a tutti i coinvolti nel collegiale, atleti, staff, dirigenti, squadra del CC Ortigia con cui gli azzurri si sono allenati e si aspettano i risultati nel tardo pomeriggio. Nessun sintomo presente, comunque, tra i giocatori. LEGGI TUTTO

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    sport estivi Occhio alla ripresa, l'infortunio è dietro l'angolo

    Tornare alla normalità dopo al quarantena? Voglia di sport estivo? Giusto, sacrosanto. Ma attenzione: gli sport da spiaggia e in acqua come nuoto, beach volley, surf, wakeboarding e stand up paddle posso essere un pericolo, fonti di lesioni e traumi, soprattutto dopo un prolungato periodo di lockdown che ha visto il prevalere di sedentarietà e regimi alimentari scorretti. Ci ammonisce una recente ricerca dall’American Physical Therapy Association che rivela come il rischio d’infortuni agli arti inferiori legato agli sport estivi sia in aumento del 45%. E se questo scenario, allarmante, interessa  23 milioni di persone in tutto il mondo, in Italia riguarda cinque milioni di praticanti.Quale può essere la soluzione? Sempre e solo una: la prevenzione. Che inizia prima di partire per le ferie sottoponendosi a un check up fisico completo e a una valutazione della postura, e continua poi a tavola con un regime alimentare equilibrato. Non volete crederci? Sappiate che secondo la National Health Association il più pericoloso risulta essere il surf con il 67% di trauma cranici, 20% di lacerazione agli arti inferiori e 13% di contusioni.A seguire il beach volley che, se praticato in maniera scorretta, può dar vita a lussazioni alle spalle (50%), microtraumi ai gomiti (32%), e fratture delle dita (18%). Ma non esistono soltanto i traumi da spiaggia perché sempre più appassionati decidono di praticare attività fisica ad alta quota, praticando trekking, jogging e mountain bike.In questo caso i traumi più frequenti riguardano le distorsioni alle caviglie (43%), dovuti all’instabilità del terreno, strappi muscolari alla schiena (36%), causati da un carico di lavoro eccessivo a danno della colonna vertebrale, e fratture delle falangi dei piedi (21%), dovute a un errato utilizzo dei bastoncini da trekking.  LEGGI TUTTO

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    Pallanuoto: addio a Mario Scotti Galletta. Fu campione del mondo nel 1978 e portiere di “Palombella Rossa”

    ROMA – “Se io guardo a destra, il portiere pensa che tiro a sinistra, ma io tiro veramente a destra… a destra, a destra, guardare a destra, devo guardare a destra e tirare a destra. Il portiere mi lascia spazio a sinistra, no… forse è meglio a sinistra…”. Nanni Moretti sbaglia la direzione del rigore e il portiere gli nega la vittoria. Era divenuto famoso al grande pubblico così Mario Scotti Galletta, parando il rigore decisivo nella scena cult di “Palombella Rossa”, film del 1989. In realtà Scotti Galletta, che ci ha lasciato appena compiuti (lo scorso 5 maggio)  i 70 anni, è stato un grande della pallanuoto italiana.Vinse i Mondiali col Settebello e la Coppa dei Campioni nel ’78Ha coronato il sogno di vincere il mondiale a Berlino nel ’78 dopo il bronzo in Colombia del ’75 e poi è stato il portiere simbolo della Canottieri Napoli che, sempre quell’anno, vinse la Coppa dei Campioni e coronò un ciclo fantastico completato anche dalla conquista di 4 scudetti (’73, ’75, ’77 e ’79). “L’unico rammarico che ho è quello di non aver mai potuto partecipare mai Olimpiadi: sia per quelle del ’76 che quelle dell”80, infatti, non fui convocato”, ricordava qualche tempo fa.Diede il via al movimento femminile in ItaliaUna volta lasciata l’attività agonista, Scotti Galletta si spese per il suo amato sport dando il via al movimento femminile in Italia. Si era convinto dopo aver visto una serie di partite-esibizione in Olanda nel 1975. E decise, così di invitare a Napoli la Nazionale orange. “Improvvisammo una squadra con le varie fidanzate e amiche, ovviamente perdemmo tutte le partite per 20-0, 20-3. Insomma tutto iniziò per scherzo. Poi creammo una vera e propria squadretta il cui nome era ‘Fuorigrotta’. Alla fine la Federazione vide ciò che avevamo creato e decise di prendere in mano la cosa organizzando il primo campionato italiano che fu vinto dal Volturno in finale a Narni contro il Fuorigrotta”. Fu il primo passo verso la nascita, nel 1985, del Setterosa che tanti trionfi ha portato allo sport azzurro. Anche grazie a lui che fu il vice di Formiconi dal 1994 al 1997. Non a caso due anni fa ricevette dal presidente del Coni Malagò il Collare d’Oro al Merito Sportivo: il massimo riconoscimento per un atleta a cui la pallanuoto sarà per sempre grata. LEGGI TUTTO

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    Paltrinieri: “Manca 1 anno alle Olimpiadi e sono molto carico”

    Gregorio Paltrinieri durante la presentazione degli Educamp del Coni, rivela all’Ansa come ha vissuto il lungo periodo di lockdown e i suoi progetti futuri. Come altri atleti, il nuotatore di Carpi ha confessato: “Sono cambiato tanto a livello mentale, stavo soffrendo una situazione in cui non trovavo più stimoli, e questo lockdown mi ha dato […]
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    Nuoto, Paltrinieri: ''Nuovi stimoli, pronto a ripartire''

    ROMA – “Sono cambiato tanto a livello mentale, stavo soffrendo una situazione in cui non trovavo più stimoli, e questo lockdown mi ha dato l’opportunità di fermarmi un po’, riflettere e adesso mi sento molto più motivato e molto meglio”. Lo confessa l’olimpionico di nuoto nei 1500 Gregorio Paltrinieri, all’Acquacetosa per una risonanza magnetica proprio mentre si svolgeva la presentazione degli Educamp del Coni.”Io portabandiera? Sarebbe un onore”E’ un Gregorio Paltrinieri nuovo quello versione post quarantena. A cominciare dal cambio di coach: “E un periodo di ripartenza, io ho anche cambiato allenatore nel frattempo. Mi sento molto motivato, sono molto carico”. Nonostante il rinvio di 12 mesi, la testa è già a Tokyo: “Ho cambiato modo di allenarmi, non ho lasciato la piscina che rimane la mia priorità, ma il mare credo che possa darmi tanto. Alle Olimpiadi farò 800, 1500 e 10 km in mare. Un tour de force che ho provato già ad affrontare lo scorso anno ai Mondiali, facendo alcune cose bene e altre male. Manca un anno e l’obiettivo è fare bene tutto”. A proposito di Tokyo, c’è chi vorrebbe vederlo come alfiere azzurro: “Sarebbe qualcosa di leggendario, di storico, per me sarebbe un enorme piacere”. LEGGI TUTTO

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    Tibor Benedek è morto: lutto nel mondo della pallanuoto

    Lutto nel mondo della pallanuoto: a 47 anni si è spento Tibor Benedek ex fuoriclasse dello sport acquatico che in Italia si era fatto conoscere indossando le calottine di Roma e Pro Recco, squadre con le quali era riuscito a vincere ben sette Scudetti in 13 stagioni complessive. È soprattutto con la formazione ligure che Benedek ha raccolto i maggiori successi vincendo quattro Champions League e altrettante Supercoppe europee tra il 2003 e il 2012.

    Attaccante, tra i più prolifici e temuti nella storia di questo sport, Benedek è stato per anni uno dei pilastri della Nazionale magiara con la quale ha vinto tre ori olimpici consecutivi (Sidney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008) oltre a un Mondiale (Barcellona 2003) e a un Europeo (Siviglia ’97). Dismessa la calottina da giocatore, era passato ad allenare a bordovasca, cogliendo un importante successo con la sua Nazionale ai Mondiali di Barcellona del 2013.
    Benedek si è spento oggi all’età di 47 anni, (ne avrebbe compiuti 48 il mese prossimo), lasciando la moglie, Panni Epres, e tre figli che lo avevano supportato nella lunga e dolorosa battaglia contro il cancro cui alla fine si è dovuto arrendere.
    Il ricordo della Pro Recco
    Tanti i messaggi di cordoglio da parte del mondo della pallanuoto. In particolare, è stata la Pro Recco a voler ricordare il suo fuoriclasse mancino con un post apparso sul proprio profilo Twitter:

    🙏🏻 Addio leggendario #Tibor.
    📜 Tra il 2001 e il 2012 hai illuminato la storia biancoceleste, uno dei più grandi e vincenti di sempre. Non ti dimenticheremo mai! Alla famiglia le più sentite condoglianze dal Club.
    ➡️ https://t.co/UPSETo6QnD pic.twitter.com/DljFBqBuhU
    — Pro Recco (@prorecco) June 18, 2020

    “Tibor era un uomo straordinario anxhe fuori dall’acqua. Un professionista umile e carismatico, che ha dimostrato nei fatti la partecipazione alla causa recchelina. Le più sentite condoglianze da parte di tutta la Società a familiari e amici. Addio grande Tibor, hai scritto un pezzo della nostra storia: non ti dimenticheremo mai”. LEGGI TUTTO