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    La CEV investe ancora: quasi 10 milioni di euro in premi per le coppe europee

    Di Redazione
    La CEV ha annunciato la scorsa settimana l’inizio del processo di registrazione per l’edizione 2021 delle Coppe Europee, con una serie di ulteriori misure eccezionali approvate dal Consiglio di amministrazione della federazione europea del volley per consentire alle squadre di tornare in campo dopo la pandemia ed esibirsi.
    Dopo aver approvato il lancio di un “Piano Marshall” da 11,5 milioni di euro, uno sforzo senza precedenti per la pallavolo europea, il Consiglio di amministrazione del CEV ha approvato nell’ultima riunione virtuale il bilancio rivisto per il 2020 e quello provvisorio per il 2021, riaffermando così il chiaro intenzione di sostenere i membri della famiglia di pallavolo in tempi così difficili.
    Più specificamente, per quanto riguarda le coppe europee, il montepremi complessivo in palio per le edizioni 2020 e 2021 ammonta a 9,6 milioni di euro: una somma eccezionale destinata a premiare i club per i loro risultati in campo ma fornendo il necessario sostegno finanziario anche in questo periodo di estrema incertezza.
    Oltre all’assegnazione di tali premi in denaro senza precedenti, la CEV supporterà i club anche in molti altri modi, inclusi i costi di produzione televisiva e la riduzione delle commissioni dovute ai trasferimenti internazionali di giocatori in Europa.
    Il momento è difficile, come testimonia la mancata iscrizione di diverse squadre ai propri campionati ma la CEV ha ribadito la sua intenzione di continuare a investire in attività e programmi di pallavolo, beach volley e snowvolley, basandosi sul forte senso di coesione e solidarietà, nonché sulla straordinaria capacità di resistenza che i membri della comunità di pallavolo hanno dimostrato negli ultimi mesi.
    (Fonte: CEV) LEGGI TUTTO

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    Mikaela Foecke dice no all’Italia e mette nei guai Firenze

    Foto Ufficio Stampa Il Bisonte Firenze

    Di Redazione
    Pesante tegola per Il Bisonte Firenze, che perde la statunitense Mikaela Foecke: la schiacciatrice, informa la società in una nota, ha comunicato la sua volontà di non rientrare in Italia per la prossima stagione lo scorso 9 luglio, a poche ore dalla partenza per il ritiro di Lizzano in Belvedere. Foecke ha ribadito le sue intenzioni ieri, 14 luglio, declinando anche la seconda convocazione: a questo punto Il Bisonte ha deciso di ricorrere alle vie legali, incaricando il proprio avvocato di “intraprendere le azioni necessarie per tutelare l’immagine del club“.
    La società toscana, che si dichiara “costernata per il comportamento dell’atleta“, tornerà sul mercato per cercare un nuovo rinforzo in posto 4, nonostante il momento di difficoltà anche in relazione all’emergenza sanitaria.
    (fonte: Comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Firenze: Il Bisonte “carica” a testa bassa. Palla ai legali contro Foecke

    Al centro l’esultanza di Foecke

    FIRENZE – Il Bisonte Firenze interviene sul “caso Foecke”, l’atleta statunitense che non si è presentata al ritiro stagionale.

    “Firenze informa che nella giornata del 9 luglio, a poche ore dalla partenza largamente programmata per il ritiro di Lizzano in Belvedere, l’atleta Mikaela Foecke ha reso nota la sua volontà di non rientrare in Italia in vista della prossima stagione. Volontà riconfermata il 14 luglio, quando la schiacciatrice statunitense ha declinato anche la seconda convocazione. La società, costernata per il comportamento dell’atleta, ha dato incarico al proprio legale di intraprendere le azioni necessarie per tutelare l’immagine del Club. Il Bisonte Firenze tornerà sul mercato cercando di riparare al danno tecnico provocato da questa scelta unilaterale, pur consapevole delle difficoltà visto il momento”.

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    Modena: Petric si riprende la scena. “La fascia di capitano? La merita Christenson”

    Petric e Sartoretti

    MODENA – Si è svolta questo pomeriggio la conferenza stampa di presentazione di Nemanja Petric, il numero 4 gialloblù torna a Modena dopo aver vinto 5 trofei sotto la Ghirlandina dal 2014 al 2017.

    “Non ho mai davvero sentito di essere andato via. Per tornare è bastato sentirsi un paio di volte, è stata una trattativa molto veloce” dice l’ex capitano gialloblù Nemanja Petric.

    Sul primo arrivederci l’ex capitano gialloblù non ha voluto cercare troppe giustificazioni. “Era forse venuto il momento di staccare un po’. Ma quello che oggi è importante è il presente e il futuro”.

    E’ stato capitano gialloblù, gli si chiede di quella fascia… “Non ne abbiamo ancora parlato ma io penso che Micah Christenson sia la persona che merita quel ruolo, conosce l’ambiente, i compagni, è alla sua terza stagione qui dove sta facendo un percorso di crescita, penso sia lui la persona giusta”.

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    Modena Volley, Petric: “Micah Christenson merita la fascia di capitano”

    Di Redazione
    Prosegue il lavoro di preparazione di Modena che oggi ha presentato anche il rinnovo della sua collaborazione commerciale con la CPL Concordia.
    A margine della conferenza stampa di presentazione è tornato a parlare Nemanja Petric: “Con Modena c’è un grande legame è bellissimo essere qui oggi dopo tanto tempo, per me questo posto rappresenta qualcosa di unico, di speciale, sono legatissimo a Modena e alla sua gente e ho una enorme voglia di dare tutto per questa maglia. La fascia di capitano? Non ne abbiamo ancora parlato ma penso che Micah Christenson sia la persona che merita quel ruolo, conosce l’ambiente, i compagni, è alla sua terza stagione qui, io penso sia lui la persona giusta”.
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Acqui Terme, Stefania Ranghetti completa il reparto centrali

    Di Redazione
    Anche il centro si completa: arriva ad Acqui Terme l’esperta Stefania Ranghetti, la scorsa stagione al Pavic Romagnano Sesia.
    A completare il reparto centrali composto dalle confermatissime Francesca Mirabelli (capitano) e Nicoletta Rivetti, sarà la lombarda Stefania Ranghetti. Classe 1990, ne viene da una stagione al Pavic Romagnano Sesia, ancora prima Normac Genova, dopo l’esperienza alla Futura Giovani Busto  Arsizio culminata con il primo posto nel campionato di serie B2 e la vittoria della Coppa Italia di categoria nell’annata 2017/18.
    “Ho disputato l’ultima stagione al Pavic Romagnano Sesia, l’anno prima ero alla Normac Genova e prima ancora alla Futura Giovani Busto Arsizio, dopo aver quasi sempre giocato nel varesotto in serie B2” racconta la neo giocatrice termale, che, nonostante una lunga esperienza ed un curriculum pallavolistico di tutto rispetto, sarà al suo esordio nella terza serie nazionale.
    “Questa sarà la mia prima stagione in serie B1 – prosegue Ranghetti – Ho già avuto varie proposte in passato, ma per questioni lavorative ed universitarie ho dovuto fare altre scelte.  Quest’anno, alla soglia dei trent’anni ho deciso di cogliere quest’opportunità. Mi sono trasferita a Novara, ho cambiato la mia situazione lavorativa, non sono più a Milano e non ho più niente che mi blocchi dal poter farmi le mie esperienze, quindi, alla soglia dei trent’anni ho scelto di proseguire la mia carriera nel migliore dei modi”
    Per quanto riguarda le motivazioni della scelta di Stefania, importante è stata la chiamata del neo DS termale Roberto Liss, che l’ha seguita nel suo percorso giovanile e l’ha ritenuta idonea al progetto: “Prima d’oggi conoscevo la Pallavolo Acqui Terme solamente per sentito nominare. Sono stata contattata dal direttore sportivo Roberto Liss che era dirigente nella Pallavolo Legnano quando io facevo le giovanili lì. Lui mi ha vista crescere e la sua chiamata mi ha fatto molto piacere. Mi sono fidata di lui essendo che lo conoscevo. Poi mi hanno parlato molto bene della società ed ho accettato volentieri”
    Le aspettative per la prossima stagione sono quelle di impegnarsi e di fare bene:“Dalla prossima stagione mi aspetto innanzitutto di giocare una bella pallavolo – spiega la centrale lombarda – e poi mi aspetto di confrontarmi con questo campionato a me nuovo e di togliermi qualche soddisfazione. Fino ad ora, una delle soddisfazioni più grandi è stata l’annata in cui con la Futura abbiamo vinto il campionato e la Coppa Italia.”
    In conclusione: “Quest’anno vorrei fare una bella pallavolo, cosa che in annate passate ho dovuto rinunciare a favore di altre cose. Ho intenzione di allenarmi, concentrarmi e giocare seriamenteAdesso attendiamo l’evolversi della situazione corona virus, nella speranza che andrà tutto bene. Non vedo l’ora di mettermi al lavoro e di cominciare.”
    (Fonte: comunicato stampa) LEGGI TUTTO

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    Bergamo: Ufficiale la conferma di Cargioli

    Antonio Cargioli

    BERGAMO – Antonio Cargioli, centrale milanese classe 1994 di 2 metri, sceglie Bergamo per la quarta volta. Cresciuto pallavolisticamente tra Parma Modena e Reggio Emilia, poi trasferito a Bergamo dal 2017 è diventato un giocatore simbolo per quanto riguarda la maglia bergamasca, è infatti l’unico giocatore ad aver scelto il rossoblù per quattro stagioni consecutive nella storia di Bergamo dalla categoria della A2. Protagonista di una lunga serie di battaglie, tra le tante una prestazione superba in semifinale di Coppa Italia a Siena, medaglia d’oro in finale a fianco del compagno Signorelli (l’altra importante conferma al centro), Antonio ha fatto una scelta consapevole e lucida, oltre che primariamente dettata d’istinto dal cuore, e spiega le sue motivazioni ispirate e maturate in questi ultimi difficili mesi di pandemia che la città ha dovuto affrontare.

    Post fata resurgo: “dopo la morte mi rialzo”, è la locuzione latina che si usa per esprimere fiducia nella propria capacità di risollevarsi dalle disavventure e vincere le avversità del destino. Era il motto della Fenice risorta dalle proprie ceneri e con questo motto, Antonio Cargioli  annuncia la sua permanenza a Bergamo “Come le fenici che si rialzano dalla cenere, rimango a Bergamo per rinascere insieme”.

    “Sono felice di poter confermare un altro anno a Bergamo. Nonostante le repentine partenze di quasi tutti i miei compagni, in un momento di grande indecisione sul futuro della pallavolo a Bergamo, non ho mai avuto alcun dubbio sul fatto di rimanere, una volta che l’Allenatore, il Presidente, il Direttore Sportivo avevano espresso il gradimento alla mia permanenza. Dispiace che il bel gruppo che si era creato si sia così velocemente sciolto: sarebbe stato bello poter festeggiare la Coppa Italia, conquistata prima della pandemia , insieme ai tifosi ed alla città, e riprovare, nella prossima stagione, a raggiungere l’altro obiettivo che, prima della sospensione del campionato, ci vedeva ampiamente in corsa.”

    Sulle motivazioni che lo hanno spinto a restare, Cargioli ha le idee chiare: “Per parte mia, pur sapendo di dover andare incontro a qualche rinuncia, ho voluto fortemente mantenere fede ad una società, ad una città e a persone che mi hanno permesso di trascorrere tre bellissimi anni a Bergamo. Tanto più che la gente di Bergamo ha passato un periodo tragico, con dolori e ferite che faranno fatica a rimarginarsi. E sapendo, come ho potuto sentire in questi anni, che i tifosi dell’Olimpia, e non solo, mi vogliono bene e mi apprezzano, andarmene  sarebbe stato un tradimento, un abbandonare la nave proprio nel momento del bisogno.

    Devo dire che in queste ultime settimane sono  stato contattato anche direttamente da alcuni allenatori che mi hanno chiesto, anche con garbata e convinta insistenza, di andare a far parte della squadra che stanno allestendo, e ciò mi ha lusingato ed anche inorgoglito e deve inorgoglire anche questa Società ed i suoi tifosi  che mi hanno permesso di crescere tanto! Ma a tutti ho sempre detto che, anche per la prossima stagione,  sarei rimasto a Bergamo, la mia seconda casa, e qui sono.” LEGGI TUTTO

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    Lega Femminile: Il taglio unilaterale al 70% porterà nuovi “Ban” ai club italiani? Casalmaggiore, Perugia e Brescia a rischio

    MODENA – La strategia consigliata e permessa dalla Lega dello Sceriffodeldopingamministrativo Mauro Fabris ai suoi club – pur non trovando un accordo con gli agenti delle atlete -, ovvero quella di chiudere la stagione con il pagamento del “solo” 70% degli stipendi potrebbe lasciare il segno nei prossimi campionati.

    Dopo il caso dell’annuncio della cubana Montalvo che ha smentito l’ingaggio da parte di Casalmaggiore, proprio sul club lombardo cade un’altra tegola, la prima di una serie prossime sulle teste dei club italiani.

    La palleggiatrice serba Ana Antonijevic ha denunciato il club presso la CEV per il mancato rispetto del contratto 2019/20. Ad oggi – tra le varie voci di spogliatoio – si dice che la società casalasca avrebbe saldato il 60% degli ingaggi. Di certo Antonijevic ha percepito almeno 5 mensilità avendo sottoscritto la liberatoria intermedia sul 50% degli emolumenti stagionali.

    Il caso Casalmaggiore non è isolato. Nella “bufera” per i tagli degli ingaggi al 70% concessi dalla Lega femminile potrebbe veder bannati dalla Cev anche Perugia e Brescia. In casa umbra è certo la denuncia dell’opposta brasiliana Rosamaria Montibeller (peraltro annunciata proprio a Casalmaggiore), mentre dovrebbero attivarsi anche la svedese Lazic e la serba Crncevic.

    A Brescia qualche malumore l’ha manifestato la canadese Veltman, anche da lei è attesa la denuncia alla FIVB. In attesa delle mosse di alcune statunitensi.    
    Intanto in sede di ammissione ai campionati c’è particolare attesa per alcuni club che – si dice, stando alle voci raccolte dalle atlete – non avrebbero presentato le liberatorie necessarie per l’iscrizione al campionato.  Almeno due club a rischio? Si giocherà una A1 a 10 squadre?

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