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Wimbledon, si stimano 110 mln di euro di perdite nell’indotto

Mentre gli appassionati di tennis rimpiangono in questi giorni la mancanza dei Championships, l’area di Wimbledon conta le gravissime perdite per la cancellazione del torneo 2020. Il più antico e prestigioso torneo di tennis si è sempre disputato dopo la seconda guerra mondiale (non si è giocato dal 1940 al 1945), crescendo anno dopo anno in popolarità e giro d’affari. Il verde e tranquillo quartiere londinese per la quindicina del torneo si trasforma completamente: moltissimi alloggi vengono affittati da residenti (pronti a spostarsi altrove) a giocatori, membri dei team, media e lavoratori dello staff; le attività commerciali incrementano in modo significativo gli introiti; molte attività di Londra si spostano a Wimbledon per fornire servizi e assistenza.

Il quotidiano britannico Times ha pubblicato nell’edizione odierna una piccola inchiesta, stimando che la perdita per l’intero indotto del quartiere sia di almeno 100 milioni di sterline, circa 110 milioni di euro. Adrian Mills, capo della Wimbledon Village Business Association, ha affermato che “la perdita del torneo è un vero bagno di sangue per la nostra area. Il quartiere è popolato da persone mediamente benestanti, ma moltissimi alloggi restano vuoti anche per un mese intero in attesa del torneo, e l’assenza dell’evento quest’anno provocherà per molte persone una perdita importante, senza contare le attività commerciali come pub e ristoranti che nel periodo del torneo hanno il proprio picco annuale di incassi. Già la pandemia ha provocato un crollo negli ultimi mesi, ora l’assenza del torneo e di tutte le persone che arrivano a Wimbledon come pubblico o per lavorare è un vero colpo di grazia. Non sarà facile superare questa situazione”.

Ricordiamo che l’All England Club si è in parte “salvato” dal punto di vista finanziario grazie alla copertura assicurativa di cui disponeva.


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