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Ciclismo, Roglic apre col botto: suo il campionato sloveno

La prima gara Uci dopo la fine del lockdown porta una firma deluxe. Primoz Roglic ha vinto il campionato nazionale sloveno: il vincitore dell’ultima Vuelta ha staccato nell’ultimo tratto della salita che portava a Ambrož pod Krvavcem il giovane della Uae Emirates Tadej Pogacar. Terzo Matej Mohoric. I primi tre erano i grandissimi favoriti della vigilia. Una gara caratterizzata da una lunga fuga di Jan Tratnik, poi ripreso dal gruppo dei migliori proprio sull’ascesa finale. Un lungo duello a due, poi, tra Roglic e Pogacar, risolto a 500 metri dall’arrivo da una stoccata del capitano della Jumbo-Visma, alla sua prima uscita stagionale. Percorso mosso, in gran parte pianeggiante, con solo una salita, ideale per la soluzione di potenza dell’ex saltatore con gli sci, che quest’anno punta dritto sul Tour de France. Là, però, dovrà risolvere i problemi di coabitazione interna con gli altri due capitani designati, Tom Dumoulin e Steven Kruijswijk.

Gara dai risvolti piuttosto artigianali: la tv slovena non ha mandato in diretta le immagini, ma la gara era visibile in streaming, tra lunghissimi momenti di buffering però e immagini fisse lunghe minuti. Nel finale si è passati in un secondo dalla coppia Roglic-Pogacar ai 500 metri al solo Roglic, a braccia alzate, sul traguardo. La gara maschile ha poi ripreso, a un certo punto, quella femminile. Per qualche istante ha pedalato nel gruppo degli uomini anche Urska Zigart, la fidanzata di Pogacar, che ha poi chiuso al terzo posto la sua gara, staccata dalle prime due, Ursa Pintar e Spela Kern. Pur essendo la prima corsa Uci dopo la fine del lockdown, l’atmosfera è sembrata quella di sempre: niente contingentamento del pubblico all’arrivo, ad esempio.

Per le corse di un giorno, sarà obbligatorio un tampone negativo entro 10 giorni prima della gara o 72 ore prima di arrivare in ritiro. Per le corse a tappe, tampone tre giorni prima. Entro 72 ore dall’inizio di una corsa a tappe, atleti e staff dovranno fare un secondo tampone. Solo se saranno negativi, i corridori e lo staff potranno far parte della “bolla protetta” di squadra, che andrà a unirsi alle altre e a formare la “bolla di gruppo”. Giornalisti e addetti ai lavori dovranno seguire percorsi dedicati.

Nel piano Uci è sottolineato come ogni manifestazione debba indicare un “Covid Manager”: uno specialista in materia di malattie infettive, interno all’organizzazione dell’evento. Probabilmente il medico ufficiale di corsa o comunque un sanitario al seguito della gara. Altro aspetto importante è la collocazione delle squadre in hotel prima e dopo la corsa: ogni team avrà almeno un piano dell’hotel dedicato. Per le corse a tappe sarà prevista una stanza per ogni squadra per l’isolamento di un eventuale positivo. Prima delle gare l’Uci consiglia test sierologici per corridori e uomini dello staff. In caso di elevata presenza di anticorpi, il corridore avrà un “certificato di immunità” per il resto della stagione.

Dal punto di vista dei villaggi di partenza e arrivo, gli spettatori sono ammessi ma contingentati e distanziati in base alle norme di ogni paese. Va incoraggiato l’uso della mascherina ed è fondamentale la distanza con gli atleti. Durante le corse a tappe, andranno seguiti e controllati strettamente i sintomi riconducibili al coronavirus. La gestione di un caso positivo sarà svolta “in accordo con le autorità sanitarie locali”. Le premiazioni saranno svolti con fotografi e pubblico contingentati e maglie da indossare self-service.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml


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